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l’Augurello si nasconde in ogni casa fortunata.
Qualche anno fa, una cliente entra nella mia bottega e mi chiede:

– me lo faresti un agurello?

Dopo un momento di esitazione, candidamente rispondo:

– se posso, volentieri ma prima vorrei sapere l’agurello cosa sia!

La signora non aspettava altro ed è così che inizia la vita degli agurelli da Gattacicova.

Ringraziamo per le foto Il nostro amico fotografo:

 Roberto Carta

Spiritello protettore della casa

Ed inizia la storia:

mia nonna lo vide una volta! Era vestito quasi completamente di rosso, con le scarpe a punta, con un sonaglietto che usava per dar fastidio e soprattutto con un berretto rosso sempre a punta sulla testa.

Il racconto prosegue partendo dall’origine del nome secondo cui il nome “l’agureddu” sembra rifarsi ai “lares”, vale a dire i protettori della sacralità della casa in epoca romana.

è buono e giocoso ma, a volte, capriccioso e inquieto ed è per questo motivo bisogna curarlo il proprio agurello!

Si diverte, infatti, a fare rumori di notte per svegliarne gli abitanti, a nascondere gli oggetti per farli ritrovare un po’ di tempo dopo, a tirar capelli alle signore e pizzicotti ai bimbi.

Sempre la nonna le raccontò che secondo la leggenda popolare il folletto saltasse sull’addome degli uomini durante il sonno per far perdere loro il fiato per qualche attimo ma se in quel momento si riusciva a rubarne il berretto rosso ( a cui l’agurello era molto affezionato), egli avrebbe fatto di tutto per riaverlo, incluso esaudire un desiderio richiesto in cambio del berretto. Facendo sempre attenzione però, senza dimenticare mai l’animo discolo del folletto: il desiderio quindi si doveva chiedere sempre al contrario. ad esempio se si chiedeva denaro, si ricevevano pietre; al contrario, se si chiedeva qualcosa senza valore, allora si ricevevano denari ed ori. Solitamente il tesoro era da cercare presso un luogo nascosto ed indicato dal folletto stesso. Non bisognava mai restituire il cappello subito dopo l’accordo, ma soltanto dopo aver trovato effettivamente nel luogo indicato. Restituendolo immediatamente, infatti, se ne sarebbe beffato della promessa appena fatta e sarebbe scappato ridendo e sbeffeggiando.

Pur essendo dispettoso, solitamente “l’agurello” non era di animo cattivo e non infieriva mai sulla gente onesta ed ospitale.

Nella casa della nonna non mancavano mai alla sera, un bicchiere di vino e un tozzo di pane fragrante per rabbonirsi l’agurello della casa. Perché l’augurello per proteggere la casa e i suoi abitanti, aveva bisogno di carezze e di attenzioni nonostante qualche benevolo dispettuccio.

Lo feci, quel primo agurello e la signora ne fu felice e mi disse: ne vorrei regalare altri ai miei figli e nipoti, affinchè le tradizioni della mia famiglia e della terra in cui sono nata non si perdano del tutto.

L’inizio della tradizione

E fu questo l’inizio della storia, l’inizio di una tradizione che porto avanti da anni in bottega… e così nel periodo natalizio e a ridosso dell’anno nuovo che arriva, da me si trovano gli agurelli. E già ad ottobre, c’è chi entra e dice: l’anno scorso non ce l’ho fatta ma quest’anno lo voglio regalare!

Perché è un modo per augurare prosperità e gioia, sì forse mischiata ad un po’ di momenti discoli e tribolanti ma cos’è poi la vita di ogni giorno se non questa cosa che a volte ci mette a dura prova ma che poi ci premia e ci permette di andare comunque sempre e ancora avanti?


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