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Le fate del bosco incantato  vivono  tra il nostro mondo e quello della magia e se intravedono tra gli uomini un cuore buono, entrano nelle case di colui che le ospita portando per sempre fortuna e protezione. Le fatine, quando vivono nel proprio mondo, abitano nei boschi tanto che sono considerate le protettrici degli alberi; indossano abiti fatti di fiori, muschi e foglie e hanno un carattere dolcissimo, schivo e riservato.

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Ci siamo ispirate al mondo fatato per realizzare le nostre specialissime fatine, realizzate interamente a mano, personalizzabili con idee fai da te: il vestito è fatto di fiori vellutati e le gambe lunghe e sottili fanno immaginare il loro svolazzare leggiadro tra le foglie di querce o nei roseti profumati.

Un cappello a cono le protegge dal sole ma anche dallo sguardo indiscreto degli essere umani : il mondo magico deve rimanere un segreto tranne quando non sia proprio la fatina a riconoscere un’anima buona e capace di riconoscere una magica fata in una note stellata o in un bosco fitto e misterioso.

Non sarebbero fate se non avessero ali simili a farfalle e se non fossero belle creature svolazzanti!

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Ecco perché devono essere appese, nelle nostre case, in un angolo un po’ speciale che separa la realtà dalla fantasia; solo così crederemo che con un po’ di fortuna, con un incontro magico, con una fatina in casa… si può essere più felici o almeno più sognatori! Regalare una fatina significa donare un po’ di magia, di incanto, di stupore… Tutto può accadere se solo si crede veramente in qualcosa!

Qualcosa sulle palle di Natale

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Anche qui, tra storia e leggende, pare sia molto antico l’uso delle palle decorative nelle proprie case. Già gli antichi romani, per omaggiare il Dio Giano, protettore degli esterni e degli interni delle case, usavano adornare l’uscio delle proprie abitazioni  con rami di pino o abete, il primo giorno di gennaio.

Alla tradizione mi piace associare poi la leggenda secondo cui, nella notte di Betlemme, vi fosse un giocoliere che nulla aveva da offrire al bambin Gesù tranne che l’unica cosa che sapesse fare: il giocoliere!

Ed è proprio per ricordare i sorrisi che fece  Gesù che, da allora, pare si usino le palle decorate agli alberi di Natale di tutto il mondo.

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