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Il piccolo principe

Fonte di ispirazione di molte nostre creazioni è stato adottato nella nostra bottega: cito una scena del  grande Massimo Troisi nel film “Il Postino”, in cui Pablo Neruda si adira accorgendosi che  Mario  Ruoppolo, spaccia per suoi i versi che dedica alla sua amata Beatrice.

Il candore e la genialità di  Troisi escono fuori quando, proprio rivolgendosi a Neruda, dice: “Maestro ma la poesia non è di chi la scrive ma di chi gli serve” 

Quando si tratta di altri piccoli capolavori, come le illustrazioni del Piccolo Principe sulle palle di Natale  di Gattacicova,  non c’è bisogno di aggiungere altro!

A presto…

 

 

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Il nostro albero di Natale dai colori delicati ma decisi, è pieno di angeli che sono messaggeri di parole semplici ma vitali.

 La parola angelo, infatti,  significa “messaggero” e i simboli che maggiormente rappresentano gli angeli sono legati a parole come fiducia, amore, protezione, spirito, innocenza, intelligenza.

Regalare un angelo, quindi, significa augurare tutto questo alla persona che lo riceve in dono.

Gli angeli di Gattacicova di colore avorio o delle delicate tonalità dei rosa, si poggiano sui rami dell’albero di Natale ma anche sul nostro mobiletto scrigno di una vecchia Singer.

Sono realizzati completamente a mano, con la pasta di mais. I visi, uno diverso dall’altro, incantano e rapiscono almeno noi, quando una volta terminati fin nell’ultimo dettaglio, decidiamo di dire: questo è bello, può andare in bottega ad assere osservato e forse da voi scelto per un pensiero particolare ad una persona speciale!

Completano l’albero, altri decori presenti in negozio come i cuori con merletto, le lanternine e le altre nostre speciali palle decorate con tessuto dipinto a mano e fiori sempre in pasta di mais ( ma ne parleremo in un altro post!)

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Qualcosa sulle palle di Natale

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Anche qui, tra storia e leggende, pare sia molto antico l’uso delle palle decorative nelle proprie case. Già gli antichi romani, per omaggiare il Dio Giano, protettore degli esterni e degli interni delle case, usavano adornare l’uscio delle proprie abitazioni  con rami di pino o abete, il primo giorno di gennaio.

Alla tradizione mi piace associare poi la leggenda secondo cui, nella notte di Betlemme, vi fosse un giocoliere che nulla aveva da offrire al bambin Gesù tranne che l’unica cosa che sapesse fare: il giocoliere!

Ed è proprio per ricordare i sorrisi che fece  Gesù che, da allora, pare si usino le palle decorate agli alberi di Natale di tutto il mondo.

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l’Augurello si nasconde in ogni casa fortunata.
Qualche anno fa, una cliente entra nella mia bottega e mi chiede:

– me lo faresti un agurello?

Dopo un momento di esitazione, candidamente rispondo:

– se posso, volentieri ma prima vorrei sapere l’agurello cosa sia!

La signora non aspettava altro ed è così che inizia la vita degli agurelli da Gattacicova.

Ringraziamo per le foto Il nostro amico fotografo:

 Roberto Carta

Spiritello protettore della casa

Ed inizia la storia:

mia nonna lo vide una volta! Era vestito quasi completamente di rosso, con le scarpe a punta, con un sonaglietto che usava per dar fastidio e soprattutto con un berretto rosso sempre a punta sulla testa.

Il racconto prosegue partendo dall’origine del nome secondo cui il nome “l’agureddu” sembra rifarsi ai “lares”, vale a dire i protettori della sacralità della casa in epoca romana.

è buono e giocoso ma, a volte, capriccioso e inquieto ed è per questo motivo bisogna curarlo il proprio agurello!

Si diverte, infatti, a fare rumori di notte per svegliarne gli abitanti, a nascondere gli oggetti per farli ritrovare un po’ di tempo dopo, a tirar capelli alle signore e pizzicotti ai bimbi.

Sempre la nonna le raccontò che secondo la leggenda popolare il folletto saltasse sull’addome degli uomini durante il sonno per far perdere loro il fiato per qualche attimo ma se in quel momento si riusciva a rubarne il berretto rosso ( a cui l’agurello era molto affezionato), egli avrebbe fatto di tutto per riaverlo, incluso esaudire un desiderio richiesto in cambio del berretto. Facendo sempre attenzione però, senza dimenticare mai l’animo discolo del folletto: il desiderio quindi si doveva chiedere sempre al contrario. ad esempio se si chiedeva denaro, si ricevevano pietre; al contrario, se si chiedeva qualcosa senza valore, allora si ricevevano denari ed ori. Solitamente il tesoro era da cercare presso un luogo nascosto ed indicato dal folletto stesso. Non bisognava mai restituire il cappello subito dopo l’accordo, ma soltanto dopo aver trovato effettivamente nel luogo indicato. Restituendolo immediatamente, infatti, se ne sarebbe beffato della promessa appena fatta e sarebbe scappato ridendo e sbeffeggiando.

Pur essendo dispettoso, solitamente “l’agurello” non era di animo cattivo e non infieriva mai sulla gente onesta ed ospitale.

Nella casa della nonna non mancavano mai alla sera, un bicchiere di vino e un tozzo di pane fragrante per rabbonirsi l’agurello della casa. Perché l’augurello per proteggere la casa e i suoi abitanti, aveva bisogno di carezze e di attenzioni nonostante qualche benevolo dispettuccio.

Lo feci, quel primo agurello e la signora ne fu felice e mi disse: ne vorrei regalare altri ai miei figli e nipoti, affinchè le tradizioni della mia famiglia e della terra in cui sono nata non si perdano del tutto.

L’inizio della tradizione

E fu questo l’inizio della storia, l’inizio di una tradizione che porto avanti da anni in bottega… e così nel periodo natalizio e a ridosso dell’anno nuovo che arriva, da me si trovano gli agurelli. E già ad ottobre, c’è chi entra e dice: l’anno scorso non ce l’ho fatta ma quest’anno lo voglio regalare!

Perché è un modo per augurare prosperità e gioia, sì forse mischiata ad un po’ di momenti discoli e tribolanti ma cos’è poi la vita di ogni giorno se non questa cosa che a volte ci mette a dura prova ma che poi ci premia e ci permette di andare comunque sempre e ancora avanti?

“Covando” in bottega

“Covando” in bottega

Ecco il momento più bello dell’anno nella bottega artigianale “Gattacicova”: idee, prove, schizzi, frasi, colori e nastri un po’ natalizi e un po’ a pois e poi, pecorelle che portano fortuna o che aiutano il sonno, il principe e la sua volpe, fiori, merletti e angeli…

E’ solo una “spiata” nel retrobottega del negozio dove tutto nasce, dove spesso qualcosa di buono riesce e vedremo…

se anche quest’anno ci verrete a trovare, per sentire il nostro originale, artigianale, semplice modo per dire: Buon Natale!

Allestimento in corso…

 

20151031_190628L’autunno è ormai arrivato e sì, gli ombrelli servono ahimè!

E sappiamo quanto sia difficile, a volte, trovare un portaombrelli che, oltre a servire, sia anche bello da tenere a casa, che sia appunto decorativo oltre che soltanto utile… Ed ecco il portaombrelli di Gattacicova: in ceramica, dipinto in avorio e con il tema delle olive, perché le nostre origini sono comunque legate ad una terra che produce ancora “oro calabrese”! Ed è un omaggio alla mia terra e a questo albero secolare e nodoso,pieno di simbologia e di frutti buoni, questo manufatto realizzato in ceramica e decorato con olive e foglie in pasta di mais e poi dipinto a mano.

In primo piano una dicitura: Olea prima ominum arborum estportaombrelli_fatto_a_mano

proprio a celebrare l’albero che, già nell’antichità, era considerato fra gli alberi, il più importante!

 

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